La situazione europea. Il Grande cantiere del Gotico Internazionale. La Francia
Il Gotico Internazionale
La situazione Europea


La Francia si connota tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento come il massimo centro di produzione artistica dell'intera Europa: vi si realizzano preziosi oggetti di oreficeria, sontuosi codici miniati, opere pittoriche e scultoree. A Parigi, di manoscritti miniai, operano artisti di disparate origini e spesso di orientamenti stilistici diversi.
E' il caso del Maestro del Maresciallo Boucicaut (attivo tra la fine del XIV secolo el 1420) e del Maestro delle Ore di Rohan, attivi nei primi anni del XV secolo nell'illustrazione di diversi manoscritti.
Il primo Jacques Coene, miniatore, scultore e architetto attivo anche a Milano nel Cantiere del Duomo, rinnova la tradizione miniatoria parigina attraverso il vivo interesse per la definizione dello spazio e per il paesaggio indagato nei particolari e reso con vibranti pennellate. Il secondo appare, caratterizzato da un'appassionata espressività che gli fa accostare, elementi di grazia aristocratica ad altri più popolari. In composizioni nervose ed estremamente dinamiche.
Accanto alla capitale del regno acquistano importanza altri centri, in particolare: Digione, sede del ducato di Borgogna, (soprattutto sotto il governo di Filippo l'Ardito) e Bourges, residenza dei duchi di Berry, particolarmente nel periodo in cui è al potere Jean de Berry, colto mecenate.
A Digione, è attivo accanto al pittore Melchior Borrdelan di Ypres, lo scultore di origine fiammnga (Claus Sluter1340-1405/6, la cui opera quasi tutta raccolta nella Certosa di Champmol
(fondata dai duchi di Digione nel 1383), propose una nuova ampiezza e grandiosità di forme pagate da una notevole carica realistica, nel cosiddetto Pozzo dei Profeti, che è quanto resta di un monumentale Calvario innalzato al centro del chiostro della Certosa.
Sluter: il Monumento a Filippo l'Ardito terminato entro il 1411 dal nipote di Sluter, Claus de Werve , in cui la figura del duca, vegliata da due angioletti ad ali spiegate: è accompagnata da un silenzioso corteo funebre di dignitari e di frati (detti “pleurantis”), che si snoda sul basamento. Ciascuno di essi è avvolto in una veste da lutto, che diviene il pretesto per virtuosità e studi din panneggio.
Tra Digione e dal 1404 (Bourges, operano i fratelli Pol, Hermant, e Jeannequin de Limbourg originari della Cheldrai, artisti dalla cultura composita, autori delle splendide Très Riches Heures de Jean de Berry. Nella scena del mese di Maggio, nel calendario posto all'inizio di questo ricchissimo Libro d'Ore, dame e cavalieri, descritti con precisione nelle eleganti vesti, cavalcano entro un paesaggio sottilmente indagato dalla luce. Alla predilezione per una linea morbida sinuosa e ritmica, si affianca una nuova sensibilità nella resa della natura che si rivelerà fondamentale per la nascita del realismo fiammingo di Jean van Eyck.
Boemia
Negli anni del regno burrascoso di Venceslao (1373-1479), segnato da intrighi politici e religiosi (come l'uccisione di Giovanni Nepomucemo, vicari dell'arcivescovo di Praga), in Bomia trova affermazione il Weicher Stil (stile molle), una visione ulteriormente addolcita del Gotico Internazionale, caratterizzata da eleganza estenuata e sensibilità languida che viene a sviluppare le premesse poste a metà Trecento da Maestro Teodorico da Praga (attivo tra il 1357 e il 1368).
La Madonna di Lindrichuv Hrader, può esemplificare i caratteri del “bello stile” boemo, destinato a un'ampia diffusione definite da una linea vibrante e guizzante, che raggiunge esiti di virtuosismo nel panneggio della Vergine, le figure sono morbidamente modellate mediante l'uso di ombre leggere e delicate.
Spagna
Particolarmente interessata da rapporti con l'Italia furono alcune aree della Penisola Iberica, quali la Catalogna e la zona di Valencia, ove operò tra gli altri Gonzalo Perez (Valencia 1380-1451) autore del retablo dei Santi Martino, Orsola e Antonio) oggi al Museo Provinciale di Valencia, caratterizzato dall'uso di preziose velature e trasparenze.
A Valencia fu attivo tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocentoo Gherardo Starnina (Firenze, circa 1354-prima del 1413) incise in Toscana, sulla contemporanea pittura fiorentina: nelle sue opere convivono cultura giottesca e tensioni lineari gotiche, apprese a contatto
con gli artisti spagnoli.





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