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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Il culto delle grandi pietre

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 Il culto delle grandi pietre Il megalitismo , è una di quelle manifestazioni della cultura preistorica, ma con estensioni anche in tempi più recenti, chi ha fatto delle grandi pietre un oggetto di culto, le cui caratteristiche effettive sono ancora oggetto di discussione.  La sua origine risale al Neolitico, quindi l'uomo cessò di essere solo un predatore e tentò di controllare le fonti alimentari attraverso la domesticazione e la coltivazione. Trasformazione che fu accompagnata da tecniche nuove, come l'uso organizzato di sistemi per la lavorazione della pietra e della ceramica e il cambiamento delle modalità di stanziamento.  Il disboscamento delle foreste e la coltivazione del terreno recuperato, ebbe inizio nella Francia del sud  nella penisola iberica intorno al 5.500 a.C., mentre i primi megaliti innalzati in queste aree risalirebbero a circa un migliaio di anni dopo. In Bretagna i primi sono databili al 4.700 a.C.  Mentre sono più giovani di circa mille ...

Il mistero delle Veneri paleolitiche

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Il mistero delle Veneri paleolitiche L'uomo del Paleolitico ebbe una maggior padronanza della tecnica riuscendo a realizzare bassorilievi molto realistici: tra i più significativi ricordiamo la splendida <<Venere con il corno>> di Laussel eseguita su un blocco di pietra davanti a un riparo antropizzato. La testa è stata scolpita di profilo, notevole è la cura usata nella rappresentazione delle mani del ventre e del corpo, segnato da tredici piccole incisioni.  Veneri paleolitiche: questi manufatti raffigurano donne con enormi attributi sessuali che ne sottolineano la fertilità e con il ventre spesso espanso da una gravidanza avanzata, mentre gli arti e il viso sono appena delineati. Le statuette nella maggior parte dei casi appartengono al Paleolitico superiore.  Le più note e fotografate sono quelle di Dolmi Vestonice (Repubblica Ceca), il gruppo dei Balzi Rossi (Liguria), quello di Lepenski (Siberia), quelle di Kostienki e di Gavarino (CSI), quella di Willendorf ...

Il culto dei morti

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 Il culto dei morti Le pratiche funerarie fin dalla preistoria, hanno rivelato attitudini che vanno oltre i bisogni vitali dell'essere animale. Essi sono l'espressione di un mondo interiore rappresentato attraverso simboli e corrispondono a interessi che non sono più di ordine biologico o fisico.  Le pratiche funerarie si propongono come un prolungamento dell'esistenza alimentato da un continuo riferimento allo spazio del mito.  Per le popolazioni d agricoltori la morte sembra rientrare nei cicli naturali della vita, e la sua presenza è interpretata in senso costantemente rispettivo , proprio come nelle fasi stagionali . Nel 1907 a Le Monsier (Dordogna, Francia), fu scoperta una tomba contenente i resti dello scheletro di un giovane disposto sul fianco destro, il corpo era collocato su un cuscino costituito da schegge di selce, accanto al braccio disteso erano posti un'amigdala e un raschiatoio di selce.  Casi del genere evidenziano soprattutto l'attenzione dell...

Animali e culto

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 Animali e culto   L'arte del Paleolitico è denominata da società provenienti dal mondo degli animali una presenza massiccia che ha indotto già studiosi a ipotizzare una funzione magico – religiosa di queste pittura In pratica o pure dirette a relazionare l'uomo e l'animale, che, attraverso il linguaggio simbolico dell'arte, venivano a incrociarsi in un universo <<altro>>differente da quello della realtà uno spazio dominato dal mito dove era possibile attivare forze sconosciute con il potere della magia.  Spesso si sente parlare di magia venatoria che, nel Paleolitico, avrebbe avuto come elementi rituali quelle grandi pitture di caverna sulle quali, in qualche caso, l'uomo avrebbe operato magicamente <<colpendo>> effigi di bisonti e cervi al fine di propiziare la loro uccisione.  Fu con l'Homo spaiens che la caccia divenne un'attività determinante, lo fu sul piano dell'approvvigionamento del culto e di altre risorse provenienti da...

Tra magia e religione

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 Tra magia e religione Il complesso di credenze e pratiche cultuali e rituali che identifica il rapporto tra l'uomo e l'idea di sacro e divinità e la struttura portante di quel fenomeno che le scienze sociali definiscono religione.  La religione, più di altri fenomeni culturali, ha costituito un impegno rilevante per il pensiero umano, soprattutto per l'aspetto gianiforme del fenomeno. Da un punto di vista filosofico la religione appare come un <<pensiero totale>> di contro, la sua comprensione sembrerebbe richiedere l'adozione di un punto di vista esterno.  Nel XIX secolo le scuole antropologiche considerarono magia, religione e scienza grandi categorie del pensiero umano. In pratica i modelli metodologici adottati per l'antropologia religiosa tra Ottocento e Novecento tendevano a interpretare il culto come una costante nella cultura umana, indicandone l'essenza in alcune manifestazioni poste ad origine,  Bramislaw Malinowski: secondo questo antropo...