Le religioni del mondo. Introduzione
Le religioni del mondo
Introduzione
Le religioni del mondo
La religione ha da sempre un ruolo importante nella morte e nella cultura dell'uomo, la sua funzione è stata determinante nello sviluppo della civiltà.
Accanto ai monoteismi e alle fedi più articolate, vi sono espressioni del culto basate sull'animismo e altre che sorgono dall'unione di religioni diverse e alimentate da istanze socio – politiche, fino alle cosiddette <<nuove religioni>> in ci si amalgamano varie espressioni cultuali. Un patrimonio di esperienze spesso contrassegnato da caratteristiche tra loro simili e destinate a fornire agli uomini, risposte sulla loro origine e sul senso della loro esistenza.
Con <<religione>> si indica il complesso di credenze e atti cultuali e rituali attraverso i quali si esprime il rapporto con il sacro e la divinità. La religione ha da sempre rappresentato un impegno notevole per il pensiero umano. Essa presenta due volti ben precisi: uno la caratterizza come forma di pensiero totale, nella condizione di coinvolgere globalmente il senso della vita, della storia e del mondo. Ad osservare nell'insieme il fenomeno socio – culturale, che definiamo religione, si constata la presenza di alcuni elementi comuni all'interno di espressioni cultuali:
In tutte le religioni qualunque sia la loro complessità, è insita la rappresentazione di un ordine extrasensoriale o sovrannaturale che risulta inattingibile all'esperienza comune: il credente vi può solo giungere attraverso una pratica definita e processi interiori condivisi dalla società.
Tenendo conto delle varianti che contrassegnano le singole religioni, in tutte è evidente un impegno tendente a orientare la condotta del credente nella propria vita gettando le basi fondamentali per la sua morale.
Le religioni determinano l'istituzione di gruppi e altre forme, di associazione, inoltre promuovono la formazione di norme e regole.
La religione si configura all'interno del gruppo praticante, come un sistema sociale e culturale unitario.
I fenomeni religiosi, non i prestano a una classificazione tipologica generale e necessitano di analisi precise, calate all'interno delle singole esperienze.
Ipotesi sull' origine della religione:
Origine divina della religione: complesso del valore intrinseco riconosciuto dalla religione: stessa George Friedrich Hegel (1770-1851), ha sintetizzato questa origine con il concetto di Rivelazione: in seguito Henri Bergson (1859 – 1940) ha puntualizzato che la divinità si palesa attraverso il misticismo, mezzo con il quale Dio si rende presente agli uomini. La rivelazione primitiva sarebbe conservata e trasmessa attraverso la classe sacerdotale.
Origine politica: tende ad abbassare il ruolo della religione, a mero strumento di potere e di controllo che pone le sue radici al di fuori dello spazio e del tempo in cui si trovano gli uomini.
Origine umana: è l'ipotesi positivista, che in parte ricalca la precedente, anche se con una visione più antropologica che politica.
Funzioni della religione:
1. Religione come liberazione dal mondo considerato come <<male>>. E' una dottrina che ad esempio, è propria del buddhismo, che identifica la liberazione con il nirvana, lo stadio di beatitudine di ciò nella vita è riuscito a eliminare da sé il peso del materialismo.
2. Religione come verità, perché depositaria di garanzia d'infallibilità della propria dottrina e delle verità ad esse collegate.
3. Religione come garanzia di valori morali per l'uomo, quelli che presiedono la condotta nell'individuo e l'ordine della vita all'inizio della comunità. E' forse l'aspetto più arcaico della religione.
4. Religione come elemento fondamentale all'interno dei rapporti sociali, ni quali si inserisce come sistema d credenze e istituzioni.
Le religioni hanno fornito all'uomo, un modo per trovare risposte alle tante domande alle sue sofferenze, sul limite della vita e su tutti i fenomeni che sfuggono alla comprensione.
Le religioni rappresentano condizionanti per circa si miliardi e mezzo di persone: sono parte integrante della nostra quotidianità anche quando non ce ne rendiamo conto...
Tra le peculiarità più tipiche delle religioni, vi è la differenza tra quelle monoteiste e quelle politeiste. Nel primo tutte le forme di realtà sono dipendenti da un unico Dio, che è perfetto, immutabile nel tempo e creatore della vita e del mondo, da cui è distinto, in genere è considerato onnipotente. Il termine monoteismo viene applicato alle credenze che hanno un unico dio di riferimento con diretta esclusione degli altri, come di fatto accade per cristianesimo, ebraismo, islam e zoroastrismo persino.
I fedeli si pongono nei confronti del loro dio, seguendo delle modalità comuni ma che si diversificano a seconda delle varie tradizioni. L'idea più arcaica di divinità dovrebbe corrispondere a quella del monoteismo. Storicamente sembra di poter constatare che l'affermazione di un monoteismo sia conseguente al contrario con altre forme religiose.
I culti politeisti: hanno fatto la loro comparsa soprattutto in quella società contrassegnata da una buona differenziazione sul piano sociale e spesso d una cultura avanzata. Furono politeisti: Socrate, Platone, Ovidio, Cicerone e molti altri personaggi delle civiltà che si considerano maggiormente evolute.
La sociologia delle religioni: la divisione del ruolo sociale e del lavoro avrebbe influenzato anche il pensiero religioso. E' indicativo che nella società attuale vi sia, in particolare nelle cosiddette <<nuove religioni>>, un significativo ritorno al politeismo.

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