Le religioni del mondo. Dall'arte eal culto

 Le religioni del mondo

Dall'arte al culto


L'importante patrimonio artistico pittorico e scultoreo, proveniente dal Paleolitico non risulta sorretto dai necessari contributi archeo – antropologici come avviene nella ricerca etnografica sulle popolazioni che n passato erano genericamente definite <<primitive>> o <<selvagge>>. Gli studiosi da sempre cercano di stabilire le coordinate entro le quali inscrivere le relazioni tra l'arte preistorica e la fenomenologia culturale, che definiamo sacro, religione, magia e rito. 
Questa valutazione non riesce ad andare oltre le sacche di ipotesi in cui rientrano abusate evocazioni del pensiero magico. Un pensiero che avrebbe avuto lo scopo pratico di garantire azioni semplici ma determinanti, come ad esempio la caccia. 

La magia venatoria:  (magia finalizzata a propiziare la caccia)e il <<Cavallo di Troia>> entro il quale si tendono a inserire figure e costruzioni icnografiche che sembrerebbero non trovare alcuna relazione nella <<semplice>> attività creativa. 

La magia simpatica: di tradizione forziana, per quanto appartenga a una metodologia datata, continua ad essere evocata per dare un senso all'arte delle caverne. 

La tradizione darwiniana: la religione non è nata con l'uomo, questa determinante attività, culturale va considerata ssoprattutto come il risultato di una relazione tra uomo, ambiente e società. Una relazione difficile da ricostruire nelle sue molteplici sfaccettature, in cui sono entrati in gioco aspetti complicati da cogliere anche osservando le attuali popolazioni prive di scrittura. 

Pratiche religiose o magiche si esprimono tramite discorsi che spariscono irrimediabilmente , chi li ha pronunciati, e attraverso gesti che per miracolo possono essere stati conservati almeno in parte, nella disposizione di oggetti abbandonati a terra o in quella di figure disegnate sulle pareti. Ma anche nel caso più favorevole si coglie solo una minima parte dei riti che hanno contraddistinto l'umanizzazione e, per quanto riguarda il mito che avrebbe fornito la chiave di questi riti, ci si riduce a qualcosa di meno di una parvenza di spiegazione: la semplice verosimiglianza di un'ideologia religiosa. 
Il culto dei morti che più di altre pratiche potrebbe essere indicato come un primo esempio della necessità di relazionare l'esistenza dell'uomo a un contesto <<altro>>, cioè posto al di là de mondo dei vivi. 




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